Ottobre 23, 2021

Consulente finanziario indipendente: come sceglierlo? A quanto può ammontare la sua parcella?

Consulente finanziario indipendente

Un consulente finanziario indipendente è una figura che si occupa di prodotti finanziari, come servizi di investimento, azioni, pensioni private, e gestione dei risparmi.

Il consulente finanziario indipendente è un esperto di finanza, di aspetti giuridici e fiscali, e di gestione di aziende private e non.

È regolarmente iscritto all’Albo unico dei Consulenti Finanziari. Offre consulenze in autonomia, oppure per una determinata azienda. Tuttavia, in quest’ultimo caso non è un dipendente, ma un collaboratore. Il suo compito è quello di guidare il cliente nelle operazioni di investimento, rispettando le sue esigenze, unitamente al suo profilo di rischio.

Tuttavia, il consulente finanziario autonomo non gestisce direttamente i risparmi dei clienti, ma si servono di soggetti abilitati come banche, SIM, e SGR.

Inoltre, il consulente autonomo non può nemmeno occuparsi direttamente delle operazioni o ricevere deleghe per disporre le somme di denaro.

Per poter svolgere la professione, il consulente deve essere in possesso di un diploma della scuola secondaria, superare un esame ed essere inscritto all’Albo dei consulenti finanziari, e non avere situazioni di incompatibilità con l’attività finanziaria.

Scegliere il consulente finanziario autonomo

Per scegliere un consulente finanziario autonomo si può chiedere aiuto alla propria banca, al proprio commercialista, oppure cercarlo autonomamente da internet.

Inoltre si può cercare nel database dell’Albo, e fare una ricerca per regione. Quando si è individuato il consulente giusto, è bene controllare il suo curriculum, ed eventualmente verificarne le referenze.

Visionare anche l’eventuale sito internet per capire come lavora il consulente, oltre che la sua conoscenza sull’argomento.

Prezzi medi di una consulenza

Il consulente finanziario autonomo è un professionista di finanza, e come tale consiglia le migliori strategie per accantonare piccole somme di denaro e trasformarle in risparmi.

Tuttavia, non è autorizzato ad effettuare direttamente operazioni, e a gestire il denaro. Per questo motivo si deve servire di intermediari finanziari.

La sua parcella varia in base al successo dell’investimento, e in base alla somma di denaro accantonata. La parcella del consulente si aggira intorno allo 0,5% della cifra investita, fino a raggiungere l’1,5% della somma risparmiata. In media, un consulente finanziario autonomo prende dai mille ai cinquemila euro annui.

Vi sono poi consulenti che preferiscono calcolare la parcella sulla base di una tariffa oraria, e quindi non direttamente collegata al portfolio oggetto della consulenza finanziaria.

Se collaborano direttamente per l’intermediario, la parcella viene erogata in parte dal cliente e in parte dal soggetto che ha richiesto la sua collaborazione.

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