Luglio 16, 2024

I nuovi operatori socio sanitari

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Il Ministero della Salute ha elaborato due provvedimenti ancora in fase di bozza, ma potenzialmente imminenti all’esame della Stato-Regioni. Il primo provvedimento prevede una ridefinizione del profilo professionale dell’Operatore socio sanitario, mentre il secondo identifica una figura professionale innovativa, attualmente denominata “XX”, che avrà una formazione integrativa rispetto all’Oss.

La nuova figura dell’operatore di interesse sanitario

Il primo provvedimento riguarda la creazione di una nuova figura professionale, contrassegnata per il momento da una doppia XX, che è un “operatore di interesse sanitario” ai sensi della Legge n. 43 del 1° febbraio 2006. Questo nuovo profilo professionale è destinato ad operare nei contesti organizzativi in cui è previsto l’inserimento nel team assistenziale, coadiuvando gli infermieri nell’assicurare le attività sanitarie previste e svolgendo le attività proprie del profilo di operatore socio-sanitario.

“L’operatore di interesse sanitario” è infatti un operatore in possesso della qualifica di operatore socio-sanitario che ha effettuato un ulteriore percorso formativo. Fornisce supporto alle attività sanitarie degli infermieri e svolge attività proprie del profilo di operatore socio sanitario.

Come diventare operatore di interesse sanitario

Per diventare un operatore di interesse sanitario, è necessario seguire un percorso formativo specifico che richiede la qualifica di Operatore Socio Sanitario o titoli equipollenti, il diploma di scuola secondaria di secondo grado o altro titolo di studio conseguito all’estero e almeno 24 mesi di esperienza professionale come operatore socio-sanitario. Il corso di formazione avrà una durata di almeno 500 ore, da svolgersi in un periodo di tempo compreso tra 6 e 12 mesi.  Il corso è suddiviso in moduli didattici teorici di almeno 200 ore, tirocinio di minimo 280 ore e almeno 20 ore di esercitazioni/simulazioni.

Gli operatori di interesse sanitario sono tenuti a frequentare eventi formativi di aggiornamento, riguardanti gli ambiti operativi di competenza per almeno 15 ore annuali.

La rivisitazione della figura dell’OSS

Il secondo provvedimento riguarda la creazione di un nuovo profilo professionale per l’operatore socio-sanitario (OSS) che svolge attività finalizzate a soddisfare i bisogni primari e a favorire il benessere e l’autonomia delle persone assistite in ambito sanitario, socio-sanitario e sociale. L’OSS svolge le sue attività in collaborazione con il professionista sanitario o sociale di riferimento e in integrazione con gli altri operatori sanitari e sociali.

Gli ambiti di competenza dell’OSS si articolano in abilità minime e conoscenze essenziali per aiutare la persona assistita nel soddisfacimento dei bisogni di base e alla vita quotidiana, assicurare igiene, sicurezza e comfort degli ambienti di vita e di cura della persona, svolgere attività di assistenza alla persona a carattere sanitario e socio-assistenziale e svolgere attività finalizzate all’integrazione con altri operatori e al lavoro in team.

Il nuovo profilo dell’OSS si basa su un modello di competenze che prevede l’acquisizione di abilità e conoscenze specifiche in ambito sanitario e socio-sanitario, oltre alla capacità di comunicare efficacemente con i pazienti, le famiglie e gli operatori sanitari.

Assicurazione obbligatoria per OSS e Operatori di Interesse Socio Sanitario

L’articolo 2043 del codice civile sancisce che ogni azione, sia essa dolosa o colposa, che causa ingiusto danno a terzi, obbliga il responsabile a risarcire il danno subito. Il campo della malasanità poi è molto variegato in questo senso: in questo articolo si può vedere cosa possono fare i pazienti in caso di malasanità.

La legge 24/2017, in particolare l’articolo 7, comma 3, specifica che l’esercente la professione sanitaria è responsabile del proprio operato in base all’articolo 2043 del codice civile.

Di conseguenza, l’articolo 10, comma 3 della stessa legge, che riguarda la sicurezza delle cure e delle persone assistite, impone a tutti gli esercenti la professione sanitaria di qualsiasi struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata di stipulare a proprie spese una polizza di assicurazione adeguata per la colpa grave come quelle che si trovano in vendita nei siti specializzati per le polizze colpa grave dei medici.

Ma gli operatori sanitari non solo devono proteggersi dalle richieste danni relative a danni che possono cagionare a terzi.

Il personale sanitario è esposto a diversi rischi, tra cui quelli biologici, chimici, fisici, da movimentazione di carichi e psico-sociali. Il rischio biologico è il principale pericolo per gli operatori sanitari, che possono essere a contatto con materiali biologici come il sangue e gli aerosol respiratori, che possono contenere agenti biologici potenzialmente infetti.

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