Gennaio 25, 2021

Rifiuti solidi assimilabili, di cosa si tratta?

Rifiuti solidi assimilabili

Lo smaltimento corretto dei rifiuti di imprese, fabbriche e artigiani è una questione delicata e di assoluta importanza, per garantire la sostenibilità ambientale dell’attività aziendale e adeguarsi alle norme di legge vigenti nel nostro Paese. Le direttive prevedono procedimenti specifici per ogni tipo di rifiuto, ad ogni modo molti scarti possono essere inquadrati come RSA, rifiuti solidi assimilabili.

Si tratta di materiali non pericolosi, prodotti presso luoghi non residenziali ma appunto assimilabili ai rifiuti urbani, per questo motivo possono essere trattati in maniera semplificata. Conoscere le procedure idonee è essenziale per rispettare le normative, evitando qualsiasi tipo di infrazione ed eventuali danni per l’ambiente. Ecco tutto quello che bisogna sapere a riguardo.

Cosa sono i rifiuti solidi assimilabili

Gli scarti prodotti al di fuori dell’ambiente domestico vengono classificati come rifiuti speciali e non pericolosi. I primi contengono sostanze nocive inquinanti, presenti in una concentrazione elevata, i secondi invece vengono considerati non nocivi. La pericolosità è data da alcuni criteri, tra cui il rischio di esplosione, la tossicità, l’infiammabilità, la corrosività e il potenziale infettivo.

Alcuni rifiuti provenienti da luoghi e locali non residenziali possono essere classificati come rifiuti solidi assimilabili, quindi rifiuti non pericolosi per i quali è possibile rivolgersi ai gestori dei servizi di smaltimento dei rifiuti urbani. Ovviamente è necessario tenere conto delle norme comunali in vigore nella propria zona, per scoprire quali sono i criteri di assimilabilità applicabili.

Tipologie di rifiuti compatibili con lo smaltimento RSA

I rifiuti solidi assimilabili che possono rientrare nei sistemi di smaltimento urbano sono diversi, purché identificabili come non pericolosi e generati da attività aziendali, industriali, artigianali, agricole, commerciali o legate a servizi e altre opzioni similari.

Ecco alcuni esempi di RSA:

  • scarti alimentari non liquidi;
  • scarti vegetali;
  • residui animali;
  • imballaggi;
  • sacchi di plastica;
  • pelle e materiali simili;
  • manufatti in sughero o vimini;
  • resine termoplastiche solide;
  • scarti di legno;
  • scarti di fibre naturali;
  • imbottiture;
  • moquette;
  • scarti in ferro;
  • materiale elettrico.

Ovviamente esistono molti altri tipi di RSA, ad ogni modo un rifiuto per essere assimilabile non deve creare pericoli per la salute umana o l’ambiente. Allo stesso tempo deve poter essere trattato presso gli impianti che lavorano i rifiuti solidi urbani, evitando qualsiasi rischio, effetto o alterazione, garantendo dunque il funzionamento ottimale dell’impianto stesso.

Come avviene lo smaltimento RSA

Le imprese, gli artigiani e le industrie che generano scarti e residui classificabili come RSA, possono rivolgersi in questo caso ad aziende specializzate nel trattamento dei rifiuti urbani. Naturalmente è indispensabile affidarsi a imprese qualificate e autorizzate, affinché ogni processo possa essere realizzato secondo le normative, adempiendo a tutti i doveri burocratici previsti e producendo la necessaria documentazione.

Si tratta di aziende come GV Macero, impresa attiva dal 1957 nel settore e in grado di fornire servizi di smaltimento rifiuti solidi assimilabili altamente qualificati, in linea con le regolamentazioni di legge e il massimo rispetto della tutela ambientale. L’aspetto più importante è individuare un servizio flessibile e su misura, per trovare un partner efficiente con il quale gestire correttamente i rifiuti solidi assimilabili.

Senza dubbio è fondamentale considerare la presenza di tariffe e prezzi competitivi, per assicurare la sostenibilità dei processi di raccolta, trasporto e smaltimento. Ad ogni modo, è essenziale che l’azienda sia in grado di realizzare un servizio personalizzato, perfettamente adeguato alle proprie esigenze e capace di fornire un supporto a 360 gradi, dalle modalità di trattamento per ogni tipologia di rifiuto all’affidabilità del procedimento di ritiro.

I criteri qualitativi e quantitativi per gli RSA

I regolamenti comunali in merito ai rifiuti solidi assimilabili devono essere molto precisi, includendo al loro interno criteri qualitativi e quantitativi di riferimento per lo smaltimento RSA. In assenza di queste caratteristiche le norme locali possono essere giudicate illegittime, per questo motivo è indispensabile rivolgersi sempre ad aziende qualificate, in grado di offrire tutta la consulenza necessaria per comprendere come procedere con il trattamento dei rifiuti non domestici.

Ciò significa che ogni regolamento deve indicare non solo i criteri di assimilabilità, ma anche le quantità entro le quali i rifiuti possono rientrare nella classificazione RSA. In questo caso, i Comuni possono prevedere soglie sulla quantità di rifiuti prodotti, oppure considerare appena le dimensioni dell’azienda o dell’industria per definire la possibilità di inclusione nel regolamento sui rifiuti solidi assimilabili.

I costi dello smaltimento di rifiuti solidi assimilabili

La spesa da sostenere per lo smaltimento RSA dipende da una serie di fattori, tra cui il tipo specifico di rifiuto, l’impianto per il trattamento, i servizi integrati come la raccolta e i quantitativi. In genere, come valore orientativo, i costi possono andare da 70 a 150 euro per ogni tonnellata, tuttavia sono appena delle cifre indicative che possono variare in modo considerevole.

La soluzione migliore consiste nel trovare un partner di fiducia per lo smaltimento dei rifiuti solidi assimilabili, contattando un’azienda specializzata e in possesso delle autorizzazioni di legge. Dopodiché è possibile richiedere un preventivo personalizzato, stabilendo insieme all’impresa l’opzione più adatta alle proprie necessità, assicurandosi che il servizio venga realizzato in modo trasparente e professionale.

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