Febbraio 7, 2023

Cos’è la malattia Parodontite o Piorrea

La parodontite è un’infezione batterica considerata dagli esperti una tra le principali cause della perdita dei denti negli adulti. L’età media in cui si presenta questa malattia è intorno ai 37 anni di età, ma c’è comunque una buona incidenza anche a partire dai 35 anni. Scopriamo insieme quali sono le principali caratteristiche di questa patologia e come è possibile ottenere una diagnosi precisa.

Malattia parodontale o piorrea?

Utilizzare i termini “malattia parodontale”, “piorrea” o “parodontite” può essere la stessa cosa, in quanto tutti e tre indicano un’infezione batterica che colpisce i denti. Una piccola percentuale di popolazione sembra essere affetta da una forme grave di parodontite che tende ad aumentare con l’avanzare dell’età.

La parodontite è, quindi, un’infiammazione del parodonto ovvero l’insieme dei tessuti che sostengono l’elemento dentario. L’esordio della malattia si identifica con una gengivite che corrisponde a un’infiammazione gengivale. La prima fase della malattia consiste in un’infiammazione superficiale, seguita da un momento successivo in cui l’infiammazione si estende colpendo i tessuti più profondi al di sotto delle gengive: l’osso, le radici e il legamento parodontale.

A seconda della rapidità di progressione, la parodontite può avanzare in modo più o meno veloce provocando possibili sintomi e conseguenze talvolta anche gravi. Ecco perché, numerosi esperti consigliano di prendersi quotidianamente cura del benessere delle proprie gengive, rivolgendosi periodicamente a uno specialista.

Se vuoi trovare maggiori informazioni e consigli utili su come prenderti cura della salute delle tue gengive, puoi collegarti sul sito web curareparodontite.it dove un team di esperti professionisti potrà consigliarti su come intervenire preventivamente e risolvere eventuali problematiche legate alla parodontite.

Diagnosi di parodontite

La diagnosi di parodontite è una fase molto importante che consente di inquadrare la malattia e fare trovare al medico le terapie efficaci, grazie a una serie di valutazioni che possono essere eseguite durante la visita dal dentista. Oltre alla raccolta dei dati è necessario anche stabilire:

  • la presenza di eventuali concause: fattori come la presenza di altri casi di parodontite in famiglia, se il paziente è un fumatore, se il paziente ha perso i denti oppure se è diabetico;
  • la presenza di segni: se il paziente ha gengivite, placca, tartaro, l’alito tipico della parodontite, spostamento dei denti, sanguinamento e mobilità dei denti.

La diagnosi della parodontite viene eseguita da un medico specialista mediante l’utilizzo di una sonda parodontale, che si presenta con tacche distanti 1 mm l’una dall’altra. In condizioni normali, la sonda penetra tra il dente e la gengiva di circa 3 mm senza provocare alcun dolore. In presenza di parodontite, invece, la sonda penetra da 4 a 5 mm tra il dente e la gengiva, provocando dolore. In questo caso, si parla di tasca parodontale che si crea per via dell’infezione che separa la gengiva dal dente. All’interno della tasca si accumulano batteri sempre più aggressivi.

Quali sono gli stadi della parodontite?

Più si aggrava la parodontite più la sonda penetra tra il dente e la gengiva. I millimetri indicati dalle tacche sulla sonda passano così da 3 a 9. Superati i 3 millimetri si parla di tasca. Più le tasche sono profonde, più diventa grave la parodontite.

La raccolta dei dati è, quindi, un passaggio importante per potere aiutare a stabilire la gravità della malattia, la complessità di trattamento, il rischio di un possibile peggioramento.

La raccolta dati prevede:

  • sondaggio parodontale e la compilazione della cartella parodontale: ovvero la misurazione della profondità delle tasche gengivali effettuata in 6 punti per ogni dente presente nella bocca del paziente;
  • radiografie endorali chiamate “status radiografico”: una serie di piccole radiografie che includono gruppi di denti, essenziali per una corretta e completa diagnosi. Queste piccole radiografie sono precise e consentono di capire come la parodontite stia attaccando le strutture che sostengono i denti;
  • immagini fotografiche: che servono al paziente e al dentista per comprendere l’entità della malattia e l’evoluzione nel tempo.

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