Settembre 14, 2020

Chi retribuisce i sacerdoti per il loro operato?

Il ruolo del sacerdote, nell’ambito di una comunità, è semplicemente fondamentale. Grazie all’operato posto in essere dai Ministri di Dio, infatti, si viene a creare spesso una comunità religiosa molto forte, che si raccoglie fortemente intorno alla figura del prete.

La storia insegna che molto spesso sono stati proprio i Sacerdoti a rispondere alle richieste di aiuto dei tanti fedeli, interponendosi dunque quale punto di raccordo tra le esigenze delle persone e la loro effettiva risoluzione.

Quali sono stati gli aiuti posti in essere dai preti? La risposta è semplice, ma nasconde al suo interno molteplici declinazioni: mediante le tante attività sociali e a carattere filantropico.

Sono tantissime le parrocchie che hanno messo a disposizione i propri spazi per dare un pasto caldo ai più sfortunati, o che hanno dato loro un posto dove dormire.

Anche i giovani, grazie al costante impegno dei Sacerdoti, hanno avuto modo di occupare il loro tempo con attività sane e all’insegna del rispetto verso il prossimo, potendo partecipare ad attività sportive, gite o corsi di teatro.

Tuttavia, viene da chiedersi come facciano i preti a vivere quotidianamente, e da dove arrivi il denaro necessario per provvedere alle spese di tutti i giorni. Quindi, chi stipendia i sacerdoti?

La remunerazione nella Chiesa: come funziona

La Chiesa assurge a tutti gli effetti alla medesima dignità di Stato; si può quasi dire che sia una sorta di organizzazione statale parallela a quella laica.

In una struttura del genere, dunque, il termine gerarchia ha un significato fondamentale: a seconda delle mansioni svolte, infatti, i membri del clero ricevono una remunerazione (parlare di stipendio nell’ambito ecclesiastico non è corretto) che è direttamente proporzionata alle mansioni svolte.

Per fare in modo che vi sia un criterio generale da seguire, la Chiesa si serve di due Istituzioni ben precise:

  • La CEI (Conferenza Episcopale Italiana)
  • L’ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero)

Per quanto riguarda la CEI, è possibile affermare che si tratta di un’assemblea permanente dei vescovi italiani, i quali si occupano di regolare la materia economica e prendere le decisioni riguardo la Chiesa o il Clero.

L’ICSC invece ha come compito principale quello di erogare alle diocesi tutte quelle che sono le risorse economiche necessarie per fare in modo che una diocesi possa affrontare le spese quotidiane e quant’altro.

Grazie all’ICSC, poi, è possibile parlare di una vera e propria perequazione delle risorse economiche, ossia un’attribuzione delle remunerazioni che avviene su specifiche basi logiche, affidandosi anche a particolari criteri.

Da dove attinge l’ICSC per remunerare i membri del Clero?

Contrariamente a quanto si possa pensare, i tanti sacerdoti che quotidianamente si ergono a difesa dei più deboli – ponendo in essere innumerevoli attività volte ad integrare gli ultimi – non percepiscono alcuno ”stipendio”: la statalizzazione degli stipendi a beneficio dei Sacerdoti, infatti, è ferma dagli anni Ottanta.

A fare in modo che un parroco possa comunque avere a disposizione delle entrate, ossia quelle necessarie per pagare eventuali utenze, ci sono vari fattori:

  • le offerte dei fedeli che coprono quasi il 10% delle necessità dei Sacerdoti
  • i redditi che un Sacerdote percepisce (derivanti da attività personali, quali ad esempio l’insegnamento nelle scuole o altro)
  • le donazioni frutto dell’8xmille, ad oggi l’unica fonte sicura dove poter attingere per cercare di far fronte alle spese quotidiane.

Come è facilmente intuibile da queste precise circostanze, i Sacerdoti hanno pochi mezzi a disposizione su cui poter contare.

In che modo i fedeli possono aiutare i Sacerdoti nella loro Missione?

Arrivati a questo punto, ci si chiede cosa si possa concretamente fare per aiutare i Sacerdoti nella gestione quotidiana della Parrocchia e quant’altro.

Contare sui fedeli è fondamentale per un Sacerdote: infatti, è proprio grazie alle donazioni della comunità religiosa se una Diocesi continua quella Missione tanto professata da Cristo.

I fedeli, attraverso vari canali, possono far pervenire alle Diocesi delle donazioni; i veicoli attraverso cui far giungere la questua che i fedeli fanno sono vari: conto corrente postale, bonifico bancario o carta di credito sono solo alcuni dei mezzi messi a disposizione per cercare di agevolare quanto più possibile i fedeli in questo tipo di azione, che può sembrare di poco conto ma che in realtà contribuisce al Sostentamento dei Ministri di Dio.

Qualora non si fosse particolarmente avvezzi ad utilizzare i mezzi proposti, è possibile sempre e comunque fare di persona una donazione alla propria Diocesi, così da semplificare al massimo le procedure, ottenendo in tal modo un risultato quasi immediato.

Detrarre le offerte dal proprio reddito annuale: è possibile farlo?

Contrariamente a quanto si possa pensare, la Chiesa non dimentica mai il bene fatto dai suoi Fedeli: grazie ad un preciso accordo economico, il gesto fatto nei confronti del Sacerdote viene riconosciuto anche dal sistema fiscale, potendo in questo modo beneficiare di una specifica detrazione dalle tasse dell’importo versato.

Una donazione, infatti, risulta essere detraibile se effettuata a favore dell’ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero). Un modo onesto per riconoscere e ringraziare, concretamente, il bene fatto dai fedeli nei confronti dei Parroci più in difficoltà. Se una Diocesi funziona, è grazie all’amore e all’impegno che il Sacerdote e i suoi Fedeli profondono affinché prosperi sempre e comunque il messaggio d’amore di Cristo.

In definitiva, quindi, è possibile affermare che la remunerazione dei Sacerdoti serva solo ed unicamente a fare in modo che questi possano interfacciarsi con le spese quotidiane, facendo così in modo che la Chiesa non si fermi mai.

Sia che si tratti di un pensiero gentile nei confronti di un Sacerdote, o di una donazione in denaro, la Diocesi può contare sempre sul sostegno dei suoi fedeli, dando un senso concreto a quello che è il concetto stesso di comunità religiosa.

Solo così si dà vita all’amore, al rispetto reciproco e all’umana solidarietà.

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