Giugno 14, 2024

Protesi al ginocchio e fast track: tempi di degenza ripresa funzionale

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Se il ginocchio è duramente danneggiato dall’artrosi in tutte le sue parti, può essere difficile compiere le abituali attività quotidiane come camminare, salire scale e si avverte dolore anche a riposo. In tutti questi casi i trattamenti non chirurgici proposti dagli specialisti per l’artrosi al ginocchio potrebbero non essere sufficienti e diventa necessario, dovere prendere in considerazione la possibilità di doversi sottoporre a un intervento per l’installazione di una protesi ginocchio.

L’intervento di protesi totale del ginocchio sembra essere sicuro e può aiutare ad eliminare il dolore e correggere anche possibili deformazioni della gamba. Scopriamo insieme in cosa consiste l’intervento e il “fast track” per la ripresa funzionale del ginocchio secondo i consigli del Dott. Michele Massaro, Medico specialista in Ortopedia e Traumatologia – Chirurgia protesica nonché Direttore dell’unità di Ortopedia Protesica Robotica Avanzata Mininvasiva presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi (Milano) e il Policlinico San Pietro (Bergamo).

Descrizione dell’intervento chirurgico

La protesi del ginocchio è composta da un rivestimento completo dell’articolazione, che ricopre sia la parte superiore della tibia che del femore. A seconda di quanto viene stabilito dal chirurgo è possibile anche rivestire la rotula. Per semplificare la procedura d’impianto della protesi del ginocchio, il Dott. Michele Massaro, ci spiega che è possibile individuare alcuni passaggi base:

  • una prima fase in cui si asportano i residui di cartilagine, affinché si possa ottenere una base di appoggio compatta per l’impianto della protesi;
  • impianto delle componenti metalliche, ovvero la fase in cui si impiantano due componenti metalliche articolari, una per il femore e una per la tibia, che rappresenteranno la nuova articolazione;
  • impianto della rotula, la fase in cui si può decidere se impiantare o meno anche la protesi della rotula, in base alle condizioni dell’osso e ai sintomi lamentati dal paziente;
  • posizionamento tra le due componenti metalliche del femore e della tibia di un inserto per creare una superficie di scorrimento. L’inserto può essere fisso oppure mobile.

Caratteristiche di una protesi al ginocchio

Indipendentemente dai singoli disegni delle protesi realizzati dalle varie aziende del settore, quando viene impiantata una protesi al ginocchio è bene sapere che si può scegliere tra:

  • una protesi totale tradizionale che provoca l’asportazione di entrambi i legamenti crociati;
  • una protesi con sola asportazione del legamento crociato anteriore;
  • una protesi con la conservazione di tutti e due i legamenti crociati.

Il decorso post-operatorio

Dopo l’intervento di protesi totale del ginocchio, il paziente viene tenuto in osservazione in un’apposita stanza chiamata “recovery room”, in attesa che termini l’effetto dell’anestetico e dei farmaci sedativi. Il ginocchio verrà bendato e saranno utilizzati un paio di drenaggi per la raccolta del sangue.

Questo sangue verrà filtrato e riutilizzato dopo alcune ore per ridurre al minimo il rischio di perdite ematiche. Un infermiere valuterà di continuo i parametri vitali e il medico della recovery room stabilirà quando potere trasferire il paziente in camera.

La riabilitazione

Il recupero delle funzionalità del ginocchio sarà progressivo nei giorni successivi all’intervento. Il paziente verrà assistito da un team di fisioterapisti che potranno aiutare nella ripresa della deambulazione e nel lavoro con il kinetec, per un progressivo recupero dell’articolarità.

Se il paziente seguirà il percorso di riabilitazione “fast track” verrà dimesso nel giro di 4-5 giorni dall’operazione, in caso contrario al terzo giorno post-operatorio verrà mandato nel reparto di riabilitazione dove proseguirà la fisioterapia per poi ritornare a casa in 10-12 giorni circa.

Cosa si intende per fast track?

Il fast track è un percorso che ha come obiettivo quello di ridurre lo stress operatorio per il paziente e la durata del ricovero in ospedale. Il percorso nella protesi mini invasiva dell’anca e del ginocchio ha come obiettivo la possibilità di rientrare a casa e ritornare alla quotidianità. La gestione multidisciplinare, come spiega il Dott. Michele Massaro, prima, durante e post intervento può aiutare a ridurre lo stress psicofisico e il dolore post operatorio, agevolando la ripresa dei movimenti articolari.

I pazienti che possono sottoporsi a questo tipo di percorso vengono selezionati da un team di specialisti e devono avere: un buon grado di autonomia fisica, non devono avere molte patologie associate, devono essere determinati nel volere ritornare il prima possibile alla quotidianità, con un familiare che li segua e che dopo la dimissione li possa accompagnare al più vicino centro di riabilitazione.

Quando inizia il percorso fast track?

Per i pazienti ai quali viene consigliato il percorso fast track è importante il momento del pre ricovero, dove vengono informati su come potersi preparare al dolore post intervento, come alimentarsi, utilizzare le stampelle e su quali esercizi compiere per rinforzare la muscolatura, migliorare la postura e la percezione della gamba.

Prima dell’intervento è necessario aumentare il supporto nutritivo attraverso l’assunzione di integratori alimentari che vengono prescritti dallo specialista ortopedico e che solitamente devono essere assunti la sera prima e poche ora prima dell’intervento. Al paziente vengono fornite indicazioni sul comportamento da adottare fin da subito per evitare eventuali complicanze e per la ripresa delle attività quotidiane.

Durata percorso di riabilitazione funzionale post operatoria

Il programma riabilitativo inizia 4 ore dopo l’intervento, con la mobilizzazione passiva e la ripresa della deambulazione assistita con due stampelle. La riabilitazione continua in modo intensivo nei giorni successivi con l’obiettivo di raggiungere un adeguato recupero così da rendere il paziente autonomo nelle attività abituali come la cura della persona, la deambulazione, la capacità di salire e scendere le scale.

Come ci spiega il Dott. Michele Massaro, in 3/4 giorni a seconda dello stato di salute del paziente e del raggiungimento degli obiettivi prefissati, la persona può essere dimessa dall’ospedale con l’indicazione di continuare le cure riabilitative nelle modalità indicate dallo specialista.

Vantaggi del fast track rispetto alla tecnica tradizionale

Rispetto alla tecnica tradizionale diversi sembrano essere i possibili vantaggi che possono derivare dal fast track:

  • maggior rispetto dei tessuti mobili del nostro corpo;
  • sostituzione del compartimento danneggiato risparmiando i legamenti crociati del ginocchio, sia anteriore che posteriore;
  • minore dolore pre e post operatorio, con ridotto sanguinamento;
  • utilizzo di una colla speciale che sostituisce i punti cutanei, con abbandono dei drenaggi chirurgici e delle graffette metalliche;
  • avvio alla deambulazione con stampelle dopo sei ore dall’intervento;
  • rapido rientro a casa, dopo circa tre giorni dall’intervento con un programma di fisioterapia ambulatoriale.

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