Agosto 25, 2026

Streptococcus salivarius: che batterio è? Con quali terapie si contrasta?

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Streptococcus Salivarius

Streptococcus Salivarius è un batterio dominante all’interno del microbiota orale. Questo batterio ha la capacità di produrre betteriocine, e quindi di danneggiare tutti i virus e batteri che disturbano la sua nicchia ecologica.

Il batteriofu scoperto nel 1992 all’interno della bocca di un bambino neozelandese. Il batterio streptococcus Salivarius fu chiamato K12 proprio in onore di questo, poiché si trattava del numero 12 della sua scuola elementare di Kaikorai.

Studiando a fondo questo batterio, i ricercatori scoprirono che questo ceppo limitava la crescita di altri batteri patogeni, e che stabiliva il suo dominio sui tessuti orali, in particolare nell’area tonsillare.

Si pensò, quindi, di utilizzarlo per terapie batteriche, anche chiamate terapia bioprotica. Ancora oggi si sta testando questa possibilità, in quanto potrebbe ridurre l’uso di farmaci, e quindi prevenire e contrastare l’antibiotico – resistenza messa in atto negli ultimi anni da molti batteri.

Streptococcus Salivarius: per cosa potrebbe essere utilizzato

Lo Streptococcus Salivarius K12 ha la capacità di ridurre la frequenza di faringiti virali, e faringiti provocate da streptococco.

Questo, infatti, produrrebbe delle batteriocine che contrasterebbe l’azione di altri agenti patogeni, e sarebbe addirittura in grado di ucciderli.

Potrebbe essere utilizzato, quindi per terapie batteriche, al fine di ridurre o eliminare completamente l’infezione fin dall’età pediatrica. In questo modo sarebbe possibile ridurre l’utilizzo di antibiotici, che ai giorni nostri è diventato smisurato e incontrollato.

Secondo la ricerca, il batterio salivare deve essere somministrato a pazienti in età infantile, affetti da infezione da streptococco. La somministrazione può avvenire in un’unica soluzione, oppure in più somministrazioni non ricorrenti per due trimestri discontinui.

Il batterio è antibiotico – sensibile, ciò significa che, al fine di assicurare la sua proliferazione, il soggetto non deve assumere antibiotici per tutto il tempo della terapia.

Cosa combatte il batterio K12

K12 avrebbe quindi un’azione da probiotico della bocca, e aiuterebbe a ridurre il numero delle malattie. Va sottolineato, infatti, che non si tratta di una cura o di un metodo per ottenere l’immunità, ma di un aiuto per contrastare le malattie esattamente come nel caso dei batteri buoni intestinali.

Il batterio Streptococcus Salivarius sarebbe particolarmente attivo contro altri ceppi di streptococco, in particolare lo Streptococcus Pyrogenes, il principale responsabile delle faringotonsilliti.

Anche se in minore misura, K12 contrasterebbe lo sviluppo di virus e batteri. Tra questi ridurrebbe la crescita di Haemophillus Influenzaea, Streptococcus Pneumonia, Moraxella cararrhalis, e altri agenti eziologici coinvolti in otiti acute. I ricercatori stanno valutando anche i suoi effetti sul virus da Sars – Cov.

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