Agosto 1, 2021

Vivere bene con il diabete: si può

Avete scoperto di avere il diabete e il mondo sembra esservi caduto addosso per paura di non poter più vivere come prima? La vostra reazione è sicuramente comprensibile, soprattutto se conoscete le statistiche dell’ISTAT secondo cui il diabete è tra le prime cause e la prima concausa di morte. Tuttavia questo non deve spaventarvi, né farvi chiamare in estremo anticipo la Cattolica San Lorenzo che si occupa di pompe funebri a Roma, si tratta sicuramente di un duro colpo, ma non è la fine: si può vivere bene con il diabete, bisogna conoscerlo e prestare attenzione ad alcuni tratti.

La prevenzione: prendersi cura di sé

Sicuramente il primo passo per evitare le molteplici conseguenze legate al diabete e quindi affrontare malattie gravi e debilitanti è sicuramente quello di evitare le cattive abitudini, tra cui il fumo, l’alcool, la sedentarietà e la cattiva alimentazione.

Una corretta alimentazione, possibilmente creata da un nutrizionista a conoscenza della vostra condizione e l’attività fisica sono il connubio migliore per attutire problematiche legate al diabete e in molti casi anche a prevenirlo. Ricordate dunque che il diabete non è un ostacolo, potrete fare tranquillamente sport (molto importante per i bambini diabetici), l’importante è pianificare tanto l’attività fisica quanto ciò che si mangia.

Per quanto riguarda gli adulti il consiglio principale non può che essere quello di monitorare i livelli di glucosio nel sangue sia prima che durante che dopo l’esercizio fisico per evitare l’ipoglicemia, sicuramente spiacevole.  Naturalmente bisogna sempre avere con sé quello di cui si necessita per la terapia ed eventualmente di contatti di emergenza, inoltre qualora doveste percepire dei sintomi di ipoglicemia vi basterà fermarvi un attimo, bere un po’ ed assumere una fonte di zuccheri: non forzate mai il vostro organismo.

Diabete in bambini e adolescenti: cosa fare

Sempre più bambini e adolescenti vengono colpiti dal diabete e naturalmente necessitano di qualcuno che se ne prenda cura, prestando attenzione ai momenti più critici come l’inserimento scolastico, motivo per cui deve esservi totale comunicazione e informazione tra familiari, insegnanti e compagni: sapere è il primo passo per accettare e aiutare (indipendentemente dall’età). Esiste inoltre un manifesto dei diritti e dei doveri che contiene delle linee guida a cui le strutture sanitarie devono attenersi per affrontare questa malattia in giovane età e tra queste linee troviamo la necessità di garantire un iter diagnostico, di attuare una cura appropriata e il meno invasiva possibile, incentivare l’attività motoria e sostenere i familiari nella gestione.

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