Gennaio 20, 2022

Contratto metalmeccanici 2020: che cosa cambierà rispetto al 2019?

Contratto Metalmeccanici

Lo scorso ottobre a Roma è stata presentata la proposta per il rinnovo del Contratto metalmeccanici.  Le tre organizzazioni sindacali metalmeccaniche FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM hanno evidenziato la piattaforma metalmeccanici, per dare il via alle trattative per il rinnovo del contratto. Nel 2016 il contratto era stato firmato da queste con Federmeccanica, ma è scaduto a fine 2019. Il primo incontro si è tenuto il 5 novembre a Roma, e in quella sede sono iniziate le trattative non solo per il rinnovo, ma anche per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori. La trattativa è proseguita dunque con due incontri nel gennaio 2020 dove si è discusso sui temi da definire nel nuovo contratto. L’ultima incontro è avvenuto in data 19 febbraio 2020. Da quel momento, però, le trattative sono andate purtroppo a rilento a causa degli ultimi eventi che hanno interessato l’Italia.

Contratto Metalmeccanici 2020: cosa prevede il rinnovo?

I sindacati hanno avanzato diverse richieste per l’aggiornamento del contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Metalmeccanici, tra cui l’aumento del salario dei lavoratori dell’8% sui minimi contrattuali, relativo al periodo 2020-2022, oltre al rafforzamento del Welfare integrativo, e un rafforzamento della difesa di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Le associazioni, inoltre, hanno avanzato le richieste di dare maggiore valore alla formazione industriale, e di protezione delle relazioni industriali partecipative.

Per di più, la delegazione di Fim, Fiom e Uilm ha chiesto di individuare gli strumenti necessari che garantiscano a tutti i lavoratori e alle lavoratrici il diritto soggettivo di prevedere l’obbligo per le aziende ad utilizzare strutture pubbliche e private per realizzare corsi di alfabetizzazione digitale, e il cumulo di eventuali ore di formazione non svolta nel precedente triennio con quello attuale.

Le trattative per il CCNL Metalmeccanici

Al centro del dibattito dei precedenti incontri vi è stato sempre lo stesso scoglio: l’aumento del minimo salariale di almeno 153€ lordi nella busta paga. Sembrerebbe tuttavia che la richiesta è insostenibile, come appunto dichiara Federmeccanica. D’altro canto, Fim, Fiom e Uilm preferiscono l’aumento salariale piuttosto che il rafforzamento del welfare aziendale, e dichiarano che rimarranno fermi su questo punto.

Durante il confronto si è discusso anche di contratti a termine, al fine di trovare un accordo sui rinnovi, e per impedire che la forza lavoro sia costretta a lasciare l’azienda per l’impossibilità di rinnovare il contratto. I sindacati e Federmeccanica rimangono comunque dell’idea che bisogna mettere in piedi norme contrattuali più stringenti.

Contratto Metalmeccanici 2019: cosa prevedeva?

Il Welfare aziendale era già stato rafforzato nell’accordo del contratto metalmeccanici del triennio 2016 – 2019. In questo accordo i beni e servizi di welfare messi a disposizione dell’azienda ammontavano alle seguenti cifre:

  • 100€ il 1° giugno 2017,
  • 150€ dal 1° giugno 2018,
  • 200€ dal 1° giugno 2019.

Inoltre, sulla base degli accordi aziendali e territoriali erano previsti servizi per i lavoratori come iscrizione a corsi di formazione, abbonamenti gratuiti a beni ricreativi (canone pay tv, riviste e attività culturali), servizi di assistenza domiciliare o servizi sanitari (rimborsi per visite specialistiche), e beni di varia natura come buoni carburanti e buoni pasto.

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