Gennaio 7, 2021

Statuto dei lavoratori: cos’è e a cosa serve? come consultarlo e in quali casi?

Statuto dei lavoratori

Il lavoro è un diritto e dovere, nobilita l’uomo, nonché una vera e propria risorsa per la sua sopravvivenza. Proprio per questo motivo la classe lavoratrice deve essere tutelata con una serie di leggi a favore del lavoratore.

Lo statuto dei lavoratori, infatti, attribuisce ai dipendenti dei diritti particolari, che altrimenti non quasi sicuramente non concederebbe il datore di lavoro. Lo statuto dei lavoratori, anche conosciuto come legge numero 300/1970, nello specifico, è un insieme di leggi, la principale normativa della Repubblica italiana sui diritti del lavoro, che punta a migliorare sia le condizioni di lavoro, che a tutelare il rapporto tra datore di lavoro e dipendente.

Fu introdotta nel 1970, e prevede una serie di diritti quali:
– la libertà di opinione del lavoratore;
– divieto di visite personali ai fini del controllo sul lavoratore;
– perquisizioni immotivate alla fine del turno;
– tutela dell’attività sindacale;
– reintegro all’attività lavorativa in caso di licenziamento nei casi previsti dall’articolo 18.
Chi vuole consultare lo Statuto dei lavoratori può trovarla sul codice civile, oppure cercarla comodamente nel web. Qui, è possibile trovare l’intero statuto su diversi siti che trattano del codice civile.
La legge 300/1970 è composta da dei titoli e 41 articoli.

Statuto dei lavoratori: storia del cambiamento

Giuseppe Di Vittorio nel 1952 si pronunciò a favore della legge Quadro, sottolineando la necessità di uno statuto che tutelasse i diritti dei lavoratori. In quegli anni, nelle fabbriche del Nord cominciò a diffondersi un clima rabbioso, a causa della situazione lavorativa che milioni di persone dovevano affrontare.
Per le donne era normale essere licenziate se si sposavano o avevano figli, mentre gli uomini venivano licenziati quotidianamente per insubordinazione a causa delle opinioni politiche o per essere iscritti al sindacato sbagliato.
Il malcontento diede il via a numerosi scioperi, spesso tanto violenti da far intervenire la polizia. Nell’autunno del 1969 le proteste divennero ingestibili e si saldarono al movimento studentesco.
Cominciarono quindi ad essere fatte le prime norme per placare le proteste, e per tutelare la classe lavoratrice; un progetto che dopotutto aveva già cominciato Giovanni Brodolini tempo prima, ma che non vide mai realizzato a causa della sua morte.
Nel 1970 lo Statuto dei lavoratori era pronto: era precisamente il 20 maggio quando fu approvato con 217 voti a favore. Lo statuto si componeva di sei capitoli, e proteggeva la libertà di opinione dei lavoratori, oltre che la loro privacy. Veniva tutelata anche la salute del lavoratore, e via via scomparvero licenziamenti ingiusti.

Statuto dei lavoratori: cosa prevede ed il suo contenuto

Lo Statuto dei lavoratori, anche noto come legge numero 300 del 20 maggio 1970, il cui titolo è “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento“, è un insieme di norme fondamentali per la Repubblica italiana. Esso, regola il contratto tra lavoratore e datore di lavoro, proteggendo in particolare i diritti del primo.
Specificatamente, grazie allo statuto, il lavoratore viene protetto in caso di licenziamento ingiustificato. Inoltre, viene tutelato il suo diritto di Privacy, nonché la sua salute.
Il lavoratore, in più, è libero di avere una propria opinione, soprattutto in campo politico, ed iscriversi ai sindacati che preferisce.
Infine, vengono definite le prerogative dell’attività sindacale sul posto di lavoro, attraverso l’istituzione di un sindacato.

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