Giugno 15, 2020

Ecobonus per riqualificazione energetica: come funziona

Ecobonus riqualificazione energetica

Oggi andremo a dare un’occhiata all’Ecobonus 2020, vedremo come funziona e a chi spetta, donando sconti del 110 %, del 65 % e del 50 % sulla fattura e cessione. Vedremo tutto questo con le notizie aggiornate al 10 giugno del decreto Rilancio, dove infatti viene confermato l’ecobonus al 110% il cui testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è pertanto in vigore. Il Governo, ha infatti, al fine di sostenere il settore edile nell’emergenza Coronavirus ha approvato prontamente due novità molto importanti: il super bonus 110 per cento e le sconto in fattura immediato anche per tutti quegli interventi che rientrano nel bonus di ristrutturazione e per il bonus facciate. Vediamo in punti più salienti insieme:

  • L’aumento delle percentuali di detrazioni sia per il Sismabonus sia per l’Ecobonus salgono al 110 per cento
  • Si avrà la possibilità di usufruire in modo immediato di questo sconto fiscale con lo sconto in fattura e le sconto del credito
  • In più l’articolo 121 del decreto Rilancio prevedrà l’estensione dello sconto immediato o cessione del credito ai privati che però realizzeranno lavori incentivati con il precedente bonus ristrutturazioni e quello dedicato alle facciate.

Tutte queste misure sono state volute in modo molto forte da Riccardo Fraccaro, che è il sottosegretario alla presidenza e che servirà per far ripartire in modo efficace e forte il settore edilizio che è stato molto colpito dall’epidemia.

Come funziona il Superbonus

Vediamo come funziona questo incentivo nel dettaglio in base a quanto previsto dal decreto Rilancio. La percentuale al 1110 per cento è applicabile a tutti quegli interventi che al momento sono incentivati con l’ecobonus ma solo “a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi” elencati di seguito. Quindi, facendo un esempio, il bonus infissi al 110% sarà utilizzabile sono se agganciato a questi interventi principali e che riguardano l’alta efficienza energetica. Questo, brevemente, significa, che se cambieremo gli infissi insieme al cappotto termico dell’edifico, solo in quel caso la spesa sarà detraibile al 110%. Per poter avere lo sconto al 110% gli interventi dovranno assicurare, oltre ai requisiti tecnici minimi e che sono indicati dalla legge, anche il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Qualora questo non fosse possibile sarà però sufficiente anche ottenere il conseguimento della classe energetica di tipo più alto e che sarà “da dimostrare mediate l’attestato di prestazione energetica (Ape) e che viene rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata”.

Tipologie di interventi

Gli interventi che ci daranno diritto al Superbonus al 110% sono, nel dettaglio:

  • Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edifico con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, e che rientri in un limite di 60 mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio (il cosiddetto cappotto degli edifici)
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza che sia almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici (con limite di spese a 30 mila euro moltiplicato per le unità immobiliari) simili interventi sugli edifici unifamiliari di terzo tipo con limite secco a 30 mila euro
  • La detrazione al 110% spetterà anche per le spese relative a specifici interventi antisismici sugli edifici, solo nella misura in cui sia contestualmente stipulata una polizza assicurativa a copertura del rischio di eventi calamitosi. Il sismabonus è ammesso non solo nelle zone sismiche 1 e 2 ma anche nella zona 3 e che supera i 1500 comuni di appartenenza.
  • La detrazione o sconto del 110% spetta anche per gli impianti fotovoltaici e accumulatori che siano ad esso integrati, se l’installazione dei pannelli avverrà congiuntamente agli interventi di tipo strutturale che abbiamo elencato sopra o a quelli di tipo anti sismico e che è subordinata alla cessione in favore del GSE e dell’energia non auto consumata in sito
  • Anche le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici sono con un incentivo al 110% ma avremo l’obbligo di un intervento di tipo strutturale abbinato.

Con questo ecobonus al 110% il contribuente avrà l’opzione per un contributo che avrà la forma di uno sconto in fattura da parte del fornitore, il quale potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti. Sono comprese banche ed intermediari finanziari e che sarà riconosciuta come trasformazione in un credito di imposta. Facciamo un esempio per comprendere meglio: un condominio potrà appaltare dei lavori per 100 andando ad incassare uno sconto dal fornitore e che incasserà la liquidità (100) dalla banca e girando un credito fiscale da 110. Tramite questo meccanismo i condomini avrebbero i lavori gratuiti, e le imprese un pagamento sicuro dei lavori e per le banche un margine del 10% che sia dilazionato in cinque anni.

Lo sconto in fattura

Lo sconto immediato Ecobonus sul prezzo di vendita è una novità che è stata introdotta dal Decreto Rilancio e che ha previsto lo sconto al posto della detrazione per tutte le spese che rientrano nell’ecobonus o anche nel sismabonus e solo se comportino una maggiore efficienza energetica degli edifici. Con questo bonus il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di uno sconto sulla fattura da parte del fornitore, il quale potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta che sarà cedibile ad altri soggetti come banche e intermediari finanziari attraverso la trasformazione in un credito di imposta. Questo significa che il condominio potrà appaltare i lavori per 100 ricevendo uno sconto dal fornitore, nel contempo il fornitore incassa la liquidità dalla banca girandole un credito fiscale da 110. Anche attraverso questo condominio i condomini avrebbero dei lavori gratis e le imprese un pagamento sicuro dei lavori e per le banche un margine del 10% che viene dilazionato nel corso di cinque anni.

Cessione del credito

Con questo nuovo decreto tutti i contribuenti possono accedere alla cessione del credito che corrisponde all’ecobonus alle banche o alle imprese che effettuano i lavori. Questo quindi sarà anche utile per i contribuenti incapienti, e cioè coloro che nell’anno di riferimento hanno diritto a detrazioni fiscali più alte da pagare sarà consentito cedere il credito alle banche o agli intermediari finanziari.

Ecobonus al 65% e 50%

Per tutti coloro che non rientrano in questi casi si continuerà comunque ad applicare l’ecobonus 2020 per la riqualificazione energetica. E rientrano anche i lavori di messa in sicurezza dei giardini condominiali e anche la rimozione dell’amianto dai tetti, oltre alle nuove detrazioni fiscali con il bonus ristrutturazioni 2020 ed il bonus di riqualificazione energetica 2020 e che sono modulate in base al grado di efficientamento che è stato raggiunto dall’immobile con gli interventi eseguiti.

A chi spetta

L’Ecobonus 2020 può essere richiesto da tutti i contribuenti, anche i titolari di reddito di impresa, possessori di un immobile in favore del quale vengono posti in essere lavori finalizzati al risparmio energetico. I contribuenti che possono richiedere la detrazione fiscale sono: Coloro che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali); Associazioni tra professionisti; Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale; Persone fisiche titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, coloro che possiedono un immobile in comodato, familiari o conviventi che sostengono le spese.

La detrazione fiscale è riconosciuta soltanto su lavori di riqualificazione energetica effettuati su unità immobiliari ed edifici residenziali esistenti. I titolari di reddito d’impresa possono beneficiare della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale. Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa: Il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile; Il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.

Le detrazioni sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa. Non sono ammesse in detrazione le spese sostenute in corso di costruzione di un nuovo immobile.

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