Aprile 10, 2020

Chi è il dio celtico Ankou?

dio Ankou

Nelle notti d’inverno, in Bretagna, Ankou vaga in cerca di anime con il suo carretto tirato dai due cavalli neri e macilenti; ma chi è? Si tratta dell’Accompagnatore che conduce l’anima dal nostro mondo ad uno sconosciuto. Nella tradizione popolare assomiglia ad un allampanato contadino col carretto che porta sulla testa un grande cappellaccio che ne oscura il viso; alle volte è accompagnato da aiutanti anche loro di nero vestiti.

Alcune volte va a cavallo e altre conduce il carretto e attende, poi guida, le anime alla grande porta dell’Inferno, la quale in Bretagna si trova nella Yeun Ellez nel centro di Finistère (sui Monti d’Arrée) in una depressione paludosa sovrastata da Mont Saint-Michel di Brasparts sul quale fu edificata (non per caso) proprio la cappella di San Michele.

sotto forma di campi lussureggianti, la torbiera, nasconde molte insidie ai viaggiatori incauti che lasciano i sentieri e rischiano di affogare nella melma.

Il carretto inarrestabile

Nulla riesce a fermare il carretto, a volte vuoto ma spesso pieno di anime, taluni dicono che vi sia anche una banda musicale sul carro che suona una soave nenia. Quando si ferma o lo si sente passare (a causa delle sue ruote cigolanti) allora significa che la propria morte, di un congiunto o conoscente, è vicina e bisogna contattare chi si occuperà del defunto (clicca qui per maggiori informazioni sulle pompe funebri a Roma, Cattolica san Lorenzo).

Lungo i particolari sentieri si può incontrare questo personaggio lugubre: solitamente si tratta di vie antiche e abbandonate dai traffici della vita quotidiana. In bretone vengono chiamati henkou ar Maro, cioè i sentieri della Morte che celano il passaggio di Ankou. Egli ama spostarsi per mare, nelle aree che costeggiano il litorale, usando una barca, detta battello della notte o bag-noz.

Alcuni racconti sul Maestro

Nelle raffigurazioni della Bretagna (sculture, bassorilievi e dipinti parietali) il dio celtico Ankou viene rappresentato come uno scheletro con una freccia, una vanga oppure una falce missoria in mano, che rappresentano dei simboli, in quanto egli è una figura pacifica che fa parte integrante nella vita della comunità.

Si può dire che Ankou è assimilabile al greco Caronte e come lui è un muto traghettatore di Anime. In qualche racconto bretone Ankou è un essere di poche parole e le leggende sono molte così come le filastrocche per come quella intitolata “O, lakait ho troadig” che risale al XVI secolo.

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