Maggio 2, 2020

Fondo svalutazione crediti: Cos’è e come viene utilizzato?

fondo svalutazione crediti

Il fondo svalutazione crediti è un fondo il cui scopo è quello di correggere il maggiore valore che permette ad un determinato bene di trovarsi nella parte attiva dello stato patrimoniale. Rappresenta un fondo rettificativo dell’attivo, e trova la sua ragione di esistenza nel fatto che in contabilità i crediti vengono indicati come valore nominale. Tali quote sono fiscalmente deducibili nei limiti stabiliti dall’art. 71 del t.u. 22.12.1986 n. 917, il quale dice che le svalutazioni dei crediti devono necessariamente risultare in bilancio per l’importo non coperto da garanzia assicurativa, e derivano dalle cessioni di beni e dalle prestazioni di servizi.

Si tratta quindi di un credito che deve essere esposto nello Stato Patrimoniale in base al criterio del costo ammortizzato nel caso di imprese che redigono un bilancio ordinario, oppure in base al criterio di valore di realizzo nel caso di imprese che redigono un bilancio in forma abbreviata. L’importante è determinare correttamente l’accantonamento al fondo svalutazione crediti in fase di chiusura del bilancio.

Il fondo svalutazione crediti è costituito sulla base di quote annuali addebitate al conto economico, e dovrebbe consentire all’azienda di autofinanziarsi, ed essere eventualmente in grado di supportare l’azienda da un eventuale danno causato dal mancato pagamento da parte di debitori.

Fondo svalutazione crediti: il trattamento fiscale

Il fondo svalutazione crediti, è soggetto alla disciplina fiscale, prevista dall’art. 106 TUIR. In particolare, è consentita la deducibilità massima dello 0,5% del valore nominale per ogni esercizio di bilancio. Questa deducibilità può essere ripetuta fino a quando l’ammontare complessivo di svalutazioni e accantonamenti non ha raggiunto il 5% degli stessi. Se tali limiti non vengono rispettati, allora il credito non è deducibile. Ovviamente, questo fondo non dedotto andrà utilizzato prioritariamente nell’esercizio successivo al fine di non perdere definitivamente la quota.

I crediti, inoltre, come da art. 85, co. 1 del TUIR, possono derivare dalle cessioni di beni e prestazioni di servizi che non siano coperti da garanzia assicurativa. Devono però essere necessariamente esclusi crediti derivanti da cessioni di beni strumentali e quelli derivati da beni quelli ceduti in factoring.

Fondo svalutazione crediti: un esempio

Per chiarire al meglio come funziona il fondo svalutazione crediti, è bene fare un esempio pratico. L’azienda Z, nel bilancio iscrive dei crediti pari a 480.486,00€. A queste vanno sommate delle ricevute bancarie per un totale di 101.200,00€ e fatture da emettere per 20.000,00€. Il totale della base di calcolo ammonta a 601.686,00€.

Il limite di deducibilità per accantonamento allo 0,5% sarà 3.008,43; il limite deducibilità del fondo, invece, sarà pari a 30.084,30€.

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