Giugno 30, 2022

Cittadinanza per residenza cos’è e come si chiede

La cittadinanza italiana può chiedersi:

  • per nascita: per discendenza diretta da almeno un genitore in possesso della cittadinanza italiana, si parla in questi casi di cittadinanza “iure sangiunis”;
  • per nascita sul territorio italiano: un bambino nato in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”;
  • per adozione: un minorenne adottato da cittadino italiano

La cittadinanza italiana può essere acquisita inoltre:

  • per matrimonio con cittadino italiano;
  • per residenza, legale e ininterrotta sul territorio italiano per almeno 10 anni.

La domanda deve necessariamente essere presentata on line, attraverso il sito del Ministero dell’Interno, compilando il modello telematico.

Cittadinanza per residenza

La cittadinanza italiana residenza può essere richiesta dallo straniero che risiede legalmente in Italia da almeno 10 anni (4 anni, se comunitario).
Si fa presente che il requisito di residenza legale su territorio italiano si intende soddisfatto esclusivamente con riguardo all’iscrizione anagrafica.

Documenti necessari per la richiesta di cittadinanza

  • estratto dell’atto di nascita tradotto in lingua italiana e legalizzato dall’autorità diplomatica o consolare italiana dello Stato del richiedente;
  • reddito specifico richiesto dalla legge degli ultimi 3 anni;
  • copia del passaporto o della carta di identità in corso di validità;
  • copia del permesso di soggiorno in corso di validità. Se il richiedente è cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea è necessario presentare il certificato di soggiorno permanente (rilasciato dal Comune di residenza);
  • certificato storico di residenza;
  • autocertificazione dello stato di famiglia attuale compilato e firmato;
  • modello CU, Unico e modello 730 (degli ultimi tre anni) a seconda della posizione lavorativa del richiedente. Attenzione: colf, badanti e collaboratori domestici devono, invece, presentare l’estratto conto Inps;
  • certificato penale rilasciato dal Paese di origine;
  • copia del versamento del contributo di € 250,00 sul c/c n.809020 intestato a: Ministero Interno D.L.C.I. cittadinanza – con la causale: cittadinanza – contributo di cui all’art. 1 co. 12, legge 15 luglio 2009 n. 94.
    Copia della ricevuta di versamento va allegata alla documentazione;
  • marca da bollo di 16 euro.

Inoltre, il nuovo art. 9.1 della legge 5 febbraio 1992 n. 91, introdotto dal decreto legge 4 ottobre 2018 n. 113 (decreto sicurezza), convertito con legge 1 dicembre 2018 n. 132, ha introdotto il requisito obbligatorio della conoscenza della lingua italiana almeno di livello B1, per cui bisogna allegare relativa documentazione, escluse le persone titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo Ue e coloro che abbiano sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’articolo 4-bis del Testo Unico sull’Immigrazione.

Buco di residenza

Uno dei problemi più frequenti di rigetto della cittadinanza italiana è il cosiddetto “buco di residenza“, ossia l’interruzione del periodo richiesto dalla legge per ottenere la cittadinanza.
Spesso infatti lo straniero che si accinge a fare domanda di cittadinanza si accorge di essere stato cancellato per irreperibilità dai registri anagrafici del Comune.

In questi casi, la domanda di cittadinanza verrà rigettata, anche se l’interessato dimostra di essere stato comunque presente sul territorio italiano.

Ciò in quanto ai fini della cittadinanza, è richiesta la “residenza legale”, debitamente registrata all’anagrafe e risultante da apposito certificato storico. L’articolo 1 del DPR 572/93 stabilisce che “ai fini dell’acquisto della concessione della cittadinanza italiana si considera legalmente residente nel territorio dello Stato chi vi risiede avendo soddisfatto le condizioni e gli adempimenti previsti dalle norme in materia d’ingresso e di soggiorno degli stranieri in Italia e da quelle in materia di iscrizione anagrafica“.

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