Dicembre 7, 2021

Contenzioni: che cosa sono? Quante e quali forme esistono? A cosa servono?

farmaci

Le contenzioni sono una forma di privazione della libertà dei movimenti volontari.

Le contenzioni sono dei dispositivi fisici o chimici che vengono applicati direttamente sulla persona, oppure sullo spazio circostante a questa. L’intento è quello di limitarla nei movimenti, o bloccandoli del tutto.

Le contenzioni sono un metodo di protezione e prevenzione per persone che mettono in atto comportamenti autolesionistici, di irrequietezza, agitazione, o aggressività verso sé stesso o verso gli altri.

Questi strumenti, però, sono consentiti dalla legge solo ed esclusivamente se necessari. Il paziente deve rappresentare un grave pericolo per sé stesso o per chi lo assiste. Devono essere utilizzate solo per il tempo necessario per proteggere e prevenire comportamenti rischiosi. Il loro utilizzo deve quindi essere interrotto non appena questi comportamenti cessano, e non vi sono più le condizioni di pericolo.

Vi sono diversi dispositivi sia fisici che chimici che proteggono il paziente dal suo stesso comportamento, e la scelta dello strumento dipende dalla gravità della situazioni.

Contenzioni: cosa sono e a cosa servono

La contenzione è un atto medico prescrittivo, e solo il medico può decidere di metterlo in pratica.

È una pratica protettiva, legale solo se vi è la necessità di proteggere l’assistito e il personale medico che assiste, che inibisce i movimenti dell’individuo contenuto.

Le contenzioni fisiche sono dispositivi e apparecchiature che impediscono o limitano i movimenti del soggetto. Vengono posti vicino o addosso all’assistito, e possono essere rimossi o controllati in modo facile dal medico.

Le contenzioni chimiche, invece, sono farmaci o sedativi, che modificano il comportamento e limitano il problema. Devono essere usati in dosi adeguate, in modo che non togliere la lucidità al soggetto.

Questi dispositivi servono a proteggere il paziente e gli altri, modificando il suo comportamento, ed eliminando il rischio di danni fisici.

Quanti tipi ne esistono? I dispositivi fisici, chimici, ambientali e relazionali

Le contenzioni sono di quattro tipi: fisiche, chimiche, ambientali, e relazionali.

Le contenzioni fisiche sono tutti quei dispositivi che non permettono i movimenti del soggetto al fine di limitare l’aggressività, o prevenire la messa in atto di comportamenti rischiosi. Di questa categoria fanno parte le manette, la palla da carcerato, cinture di sicurezza per carrozzine, le spondine per i letti, legacci o cinghie per bloccare un arto al letto.

Delle contenzioni chimiche fanno parte tutti quei farmaci antidepressivi e tranquillanti, che modificano comportamenti negativi del soggetto. In questa categoria, quindi, rientrano il Valium, lo Xanax, ed altri tranquillanti.

Le contenzioni ambientali sono per esempio le prigioni, istituti psichiatrici, strutture per invalidi, case di riposo per anziani. Queste impediscono che il soggetto metta in pratica un comportamento pericoloso grazie alla loro struttura e organizzazione.

Infine, le contenzioni relazionali sono degli atteggiamenti empatici emessi nei confronti di un soggetto, che limitano l’aggressività oppure il desiderio di messa in atto del comportamento scorretto.

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