Dicembre 7, 2021

Squlibrio idro-elettrolitico: cos’è, cause e diagnosi, trattamenti

Squilibrio idro-elettrolitico

Lo squilibrio idro-elettrolitico è un problema frequente nei pazienti che assumono farmaci con effetto diuretico o lassativo, e in chi soffre di problemi ai reni, al fegato, oppure al sistema cardiocircolatorio. Si tratta di uno squilibrio tra i liquidi in entrata e in uscita, oppure di uno squilibrio tra liquidi e sali minerali presenti nell’organismo.

Questo squilibrio può essere causato anche da iperidratazione, oppure da disidratazione. Per evitare questo problema, pertanto, è bene bere circa due litri di acqua al giorno, senza eccedere nell’assunzione di sali minerali. In particolare, i sali minerali coinvolti nell’equilibrio idro-elettrolitico sono sodio, magnesio, potassio. Anche particolari elettroliti presenti nel corpo come bicarbonato e cloruro partecipano alla stabilità elettrolitica.

I sintomi possono variare in base al tipo di squilibrio, e vanno dai semplici spasmi muscolari, o alla classica e troppo spesso sottovalutata debolezza, fino ad arrivare alla morte. I sintomi, purtroppo, sono spesso generici, e aspecifici, pertanto, per diagnosticare un problema di questo tipo occorre fare delle analisi del sangue per indagare sul dosaggio di elettroliti. Un secondo esame diagnostico è l’elettrocardiogramma, da fare in caso di aritmie causate da una carenza di potassio.

Squilibrio idro-elettrolitico: sintomi e cause

Lo squilibrio idro-elettrolitico è provocato da diverse cause. Prime tra tutte vi è una grave disidratazione. Chi beve poco, alla lunga, è ovvio che andrà incontro, molto probabilmente ad uno squilibrio tra i liquidi in entrata e quelli in uscita.

Alla base di questa disfunzione vi è anche un malfunzionamento dei reni. In caso di insufficienza renale, per esempio, i reni non sono in grado di svolgere la loro normale funzione di raccolta di liquidi in eccesso, e dell’espulsione degli stessi. In questo caso, si potrebbe riscontrare un disequilibrio degli elettroliti presenti nel corpo.

Vi sono poi altre cause come l’uso di determinati farmaci, come per esempio diuretici e lassativi, che, se non accompagnati da una buona idratazione, possono causare anche gravi scompensi al fisico; oppure malattie come  cardiopatie, problemi epatici, e problemi di circolazione.

I sintomi possono essere vari, e differiscono in base alla causa scatenante. Solitamente si accusano: malessere fisico generale, dolori muscolari, senso di disidratazione, convulsioni, giramenti di testa, perdite di equilibrio, costipazione, crampi alle gambe, minzione frequente, perdita di sensibilità, sonnolenza, confusione, vomito, cefalee, tachicardie, palpitazioni, formicolii diffusi, e tremori. Nel caso si riscontra uno o più di questi sintomi in maniera prolungata, è bene rivolgersi ad un medico.

Come diagnosticare e trattare uno squilibrio degli elettroliti

Per diagnosticare uno squilibrio idro-elettrolitico bisogna fare delle analisi del sangue specifiche, al fine di valutare i valori degli elettroliti. Si può valutare anche una visita dal nefrologo con gli esami ematici alla mano per valutare le possibili cause dello squilibrio e fare ulteriori approfondimenti. Sarà lui, pertanto, a suggerire il trattamento più opportuno.

Si consiglia un’alimentazione mirata, e in caso di carenze, assumere integratori specifici. Bisogna, inoltre, reintegrare i liquidi, e, se la causa scatenante è un farmaco, ridurne l’assunzione. Infine, è essenziale agire direttamente sulla causa scatenante.

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